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Energica e determinata come a vent'anni, quando diventò la punta di diamante del movimento punk italiano, oggi Jo è una bella signora dello spettacolo, sicura di sé sul palco come in cucina, dove dedica un'attenzione estrema alla scelta dei cibi e alla loro preparazione.
Una mania? Non proprio... mi curo in modo naturale dagli anni '80. Non amo chiamarle cure alternative perché secondo me non sono un'alternativa, ma l'unica via possibile. Mangio biologico e ho deciso da tempo di fare un percorso di ricerca personale per trovare il giusto equilibrio fisico e spirituale.
Più di vent'anni fa… eri giovanissima e già così saggia? In realtà tutto è iniziato da quello che ho provato con la morte di mia nonna. Era diabetica, ma a un certo punto gli psicofarmaci che le avevano prescritto i medici le causarono un ictus fatale. Da quel momento capii che la medicina ufficiale tende a coprire i segnali del corpo, non a curarli. Invece per me i segnali sono sempre stati importanti.
Come li riconosci i segnali del tuo corpo? Per me sono chiari: ho sempre avuto problemi con la pelle. Fastidi e pruriti incredibili, da non dormire la notte. Ho iniziato ad approfondire l'argomento delle intolleranze alimentari in un periodo in cui i primi test si facevano soltanto in America. Già alla fine degli anni '80 avevo eliminato latticini e pomodori. Con il passare degli anni ho eliminato anche la carne, lo zucchero bianco... ora ho trovato un buon equilibrio. Magari mangio il gelato di soia, ma mi concedo un formaggio di capra o di pecora, molto più digeribili degli altri. Fortunatamente l'industria biologica mi viene incontro...
La giornata-tipo di Jo Squillo
Colazione: tisana o succo di frutta con corn flakes bio e tanta frutta. Pranzo: Pasta integrale, formaggio di soia, verdure. Merenda: qualche cracker al grano saraceno. Cena: zuppa con lo zenzero, oppure crema di zucca e pesce fresco. Sempre indispensabili le verdure.
I consigli di Eurosalus
La qualità degli alimenti è ottima, mentre nel complesso potrebbero essere aumentate le proteine. Soprattutto quando lo sforzo della preparazione di uno spettacolo è intenso, un giusto bilanciamento tra carboidrati e proteine consente di usare al meglio le proprie risorse.
Ma quando sei in giro per lavoro come fai? Quando sono in tournée mi porto sempre la borsa frigo con le cose di cui non so fare a meno: la pasta biologica, i crackers al grano saraceno, il formaggio di soia... Quando invece capisco che si mangerebbe soltanto male, come succede nella settimana della moda, tra un buffet e un aperitivo, preferisco non mangiare. Bevo solo acqua, niente caffè né bibite gassate e così mi sento bene.
Hai eliminato molte cose... alla fine cosa prepari quando vengono le amiche a casa? Mi piace molto sbizzarrirmi in cucina e le mie amiche stravedono per i miei piatti. Amo fare la zuppa con lo zenzero oppure la crema di zucca abbinata al pesce fresco... Il tutto cucinato solo con metodi di cottura naturali (non mi fido del microonde). E poi adoro i risotti, anche se in questo periodo non posso mangiare il riso... una nuova intolleranza dopo il nichel e i latticini...
Come mai così tante? In effetti sono molto sensibile a quello che mangio, ma questa è anche una fortuna perché posso ascoltare i segnali del mio corpo. Certo, poi bisogna anche avere il coraggio di cambiare le abitudini alimentari e darsi una disciplina. Quando sento dire: “no, al cappuccio e croissant non rinuncio!” mi irrito.
E la tua prima colazione com'è? Bevo una tisana al finocchio o allo zenzero, oppure un succo di frutta con i corn flakes biologici e poi tanta frutta di stagione. Cerco di rispettare i tempi della natura. Ho imparato che il sapore di un prodotto dell'orto è completamente diverso da quello industriale.
Hai tempo per fare attività sportive? Fino a pochi anni fa praticavo molta danza, ogni concerto era una vera prova di resistenza fisica. Ora ho meno tempo da dedicare al mio corpo, ma mi muovo sempre: vado a piedi, in bici, corro... non vado in palestra, ma faccio le scale a piedi o mi dedico alle piante sul terrazzo con tutta me stessa. Non usare l'auto è il primo passo per una vita sana. È questione di sensibilità: in fondo vent'anni fa era quasi impossibile trovare un alimento biologico, magari fra vent'anni torneremo a muoverci tutti a piedi.
Il parere di dottor Mouse
Quando ci si può permettere di espremere una vitalità così intensa significa che con il cibo si è costruito negli anni un buon rapporto. L'unica considerazione critica è quella di una certa carenza di proteine nella alimentazione quotidiana. Jo racconta della nonna diabetica, quindi una radice di resistenza insulinica è da qualche parte annidata nei suoi geni. Per questo Jo dovrà sempre mantenere il movimento fisico come abitudine irrinunciabile. Una leggera e attenta introduzione di proteine aggiuntive (noci e nocciole nella prima colazione, un po' di pesce anche a pranzo) potrebbero contribuire a regolarizzare ulteriormente la sua situazione ormonale e favorire una migliore gestione dell'energia. Ci aspettiamo una Jo sempre più attiva, tonica e bella, ricca come sempre di cuore e di forza... |