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Intolleranza al Nichel PDF Stampa E-mail

Il nichel è quasi onnipresente nella nostra vita, dalle fibbie dei reggiseni agli Swatch, passando per le zip del giubbotto e le sedie da ufficio, ma in genere fa poco danno, perché quando è a contatto con la pelle viene scarsamente assorbito dall'organismo.

Tuttavia, soprattutto negli ultimi anni, le reazioni negative al nichel sono aumentate, probabilmente a causa dei grassi industriali (oggi utilizzatissimi) che lo contengono come residuo: in una brioche c'è più nichel che in una moneta.

Una dieta che controlli questi grassi controlla spesso anche i problemi del nichel. È possibile anche integrare efficacemente la dieta con vaccini iposensibilizzanti a bassa dose, che consentono un contatto più agevole con alimenti e oggetti che ne contengono.

I segni di una ipersensibilità al nichel sono ben visibili: pelle secca, crepata, con bollicine sulle dita (disidrosi) e sofferenza cutanea di vario genere, quella che i medici chiamano “dermatite atopica”, cefalea, reflusso gastroesofageo. I segni, insomma, di un organismo che è sotto sforzo.

Cosa significa “evitare il nichel”?

È impossibile evitare integralmente il contatto col nichel. L'obiettivo, ideale, è di starne lontani il più possibile. Più realisticamente significa impostare una dieta di controllo riducendo l'apporto degli alimenti che ne contengono di più (cacao, pomodoro, pera...) e facendoli ruotare in modo da non “sovraccaricare” l'organismo.

Sarà il medico, caso per caso, a segnalare il livello di attenzione (e di precauzione) necessario, eventualmente integrando la dieta coi vaccini tollerogeni.

Come si affronta la dieta del nichel?

Il problema chiave sono i grassi industriali, in particolare (ma non solo) i grassi idrogenati. La via d'uscita è usare solo olio buono (di oliva, o di singolo seme) extravergine, spremuto a freddo, e usato a crudo. I singoli alimenti ricchi di nichel sono elencati in una scheda (Nichel: cibi sì e cibi no) che sarà bene tenere a portata di mano. I cibi in scatola (banda stagnata) lasciateli da parte finché la crisi non è passata. Potete usare tranquillamente, invece, gli alimenti in vetro o in busta (anche metallizzata). Le pentole d'acciaio inox e quelle smaltate vanno bene, gli utensili di plastica, idem. Ricordate che tutti i grassi, anche l'olio extravergine, si alterano in cottura: quindi usate ottime padelle antiaderenti per cuocere senza grassi.

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Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Aprile 2010 13:35 - Pagina vista 12326 volte -
 

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