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Intolleranza a Nichel + Sale

 

Il nichel è quasi onnipresente nella nostra vita, dalle fibbie dei reggiseni agli Swatch, passando per le zip del giubbotto e le sedie da ufficio, ma in genere fa poco danno, perché quando è a contatto con la pelle viene scarsamente assorbito dall'organismo.

Tuttavia, soprattutto negli ultimi anni, le reazioni negative al nichel sono aumentate, probabilmente a causa dei grassi industriali (oggi utilizzatissimi) che lo contengono come residuo: in una brioche c'è più nichel che in una moneta.

Una dieta che controlli questi grassi controlla spesso anche i problemi del nichel. È possibile anche integrare efficacemente la dieta con vaccini iposensibilizzanti a bassa dose, che consentono un contatto più agevole con alimenti e oggetti che ne contengono.

Il sale (cioè il cloruro di sodio, il normale sale da cucina) è presente per natura nel nostro corpo e in numerosi alimenti, quindi non potrà mai essere “eliminato” (sarebbe un guaio) però, molto spesso, è bene controllarlo. L'eccesso di sale si vede subito nell'ipertensione. Una persona che ha troppo sale in circolo ha le caviglie gonfie, può respirare a fatica (asma), insomma trattiene troppa acqua. Ad esempio, chi soffre di sindrome premestruale (buon esempio di liquidi trattenuti) sa che può perdere più di un chilo (di liquidi) da un giorno all'altro.

Cosa significa “controllare il nichel e il sale?”

È impossibile evitare integralmente il contatto col nichel. L'obiettivo, ideale, è di starne lontani il più possibile. Più realisticamente significa impostare una dieta di controllo riducendo l'apporto degli alimenti che ne contengono di più (cacao, pomodoro, pera...) e facendoli ruotare in modo da non “sovraccaricare” l'organismo. A giudizio del medico, inoltre, è possibile integrare efficacemente la dieta con i vaccini iposensibilizzanti a bassa dose, che consentono un contatto più agevole con alimenti e oggetti che contengono nichel.

Per il sale le cose sono un filo meno semplici. Moltissimi alimenti pronti, anche quelli più insospettabili come i dolci, contengono dosi di sale che faremmo assolutamente bene a evitare. Un etto di prosciutto contiene 5 g di sale, d'accordo, ma quanti sanno che un etto di pane ne contiene 4 grammi?

Come si affronta la dieta del nichel e del sale?

Per il nichel, il problema chiave sono i grassi industriali (idrogenati e non), presenti in quasi tutti gli alimenti industriali. La via d'uscita è prepararsi da mangiare a casa utilizzando solo olio di oliva o di singolo seme a crudo. Meglio evitare anche i cibi in scatola (banda stagnata) e usare, invece, le confezioni in vetro.

Per il sale, soprattutto all'inizio, è bene partire con una sana dose di scetticismo nei confronti di qualsiasi cibo confezionato. Poi bisogna mettere in conto qualche giorno di adattamento, prima che il gusto si sintonizzi sui nuovi livelli di sapore. C'è chi dopo aver ridotto il sale per motivi di salute non lo ha più ripreso, perché il cibo è più buono.

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