Quando una persona è ipersensibile ai lieviti (cioè ai vari lieviti alimentari, ma anche alle muffe, ai funghi, ai cibi fermentati...) c'è una grande stanchezza, facilità a certi contagi fungini come candidosi, vaginiti, micosi e l'organismo vive una specie di “ubriacatura” generalizzata, che toglie lucidità fisica e mentale.
La situazione si complica quando una persona è ipersensibile anche ai salicilati naturali, che sono presenti in moltissimi alimenti - in particolare frutta e verdura - per non parlare delle sostanze non alimentari, come l'aspirina. C'è facilità a sanguinare (un classico dell'aspirina), i turbinati sono gonfi (ipertrofia), c'è orticaria immediata o cronica, il respiro è pesante (asma) e, stranamente, gli analgesici funzionano al contrario.
Risultato, chi ha queste intolleranze non vive bene. Ha l'orticaria, le gengive e/o l'intestino che sanguinano, e spesso ha una candidosi tenace o recidivante. Ha mal di testa e, se prende un antidolorifico, sta peggio. In più è come un po' “ubriaco”, ragiona a fatica, spesso anche respira a fatica: l'asma è un segno importante dell'ipersensibilità ai salicilati.
I salicilati, che sono naturalmente presenti in molti alimenti, non si eliminano: basta controllarli, seguendo le indicazioni “di livello” fornite dal medico. In pratica, è sufficiente controllare il carico giornaliero di salicilati, scegliendo di volta in volta l'alimento giusto. È anche possibile anche integrare efficacemente la dieta con i vaccini iposensibilizzanti a bassa dose, che consentono un contatto più agevole con gli alimenti che contengono i salicilati.
Invece, per i lieviti, il controllo dietetico significa star lontani dai lieviti chimici e naturali, compresi funghi, muffe ambientali e prodotti fermentati. E qui ci sono delle sorprese: tutti i prodotti cotti in forno (anche se privi di lievito) sviluppano lieviti in cottura; il miele è ricco di lieviti; tutti gli alcolici, anche l'aceto, nascono da una fermentazione; e sono fermentati i formaggi, lo yogurt, i fermenti lattici, le verdure o i succhi lasciati in frigo qualche giorno.
Per i salicilati, il problema è relativo: basta dare un'occhiata alla scheda, non è poi complicato scegliere una mela al posto di una pera. Per i lieviti, invece, è necessario “ripensare” e adattare molti alimenti quotidiani, dal pane alle merendine. Per fortuna non c'è problema con le paste, i grani e le farine alimentari, quasi di ogni tipo: frumento, riso, orzo, mais, grano saraceno... Il pane è facile da sostituire con riso all'inglese, patate al forno, polenta grigliata. Senza contare che oggi ci sono gradevoli fette o gallette senza lievito anche in molti supermercati.