Quando l'organismo è ipersensibile alle fermentazioni (lieviti), non è difficile accorgersene. È facile subire certi contagi (candidosi,vaginiti, micosi, disturbi polmonari cronici) e si vive una specie di “ubriacatura” generalizzata, che toglie lucidità fisica e mentale.
Le cose peggiorano decisamente se a questo quadro si unisce un eccesso di sale, che significa ipertensione, corpo e caviglie pesanti, difficoltà di respiro (asma), insomma fatica.
Per il sale, è importante rendersi conto che moltissimi alimenti pronti, anche quelli più insospettabili come i dolci, contengono dosi di sale che faremmo assolutamente bene a evitare: basta guardare le etichette e scartare quasi tutto quello che è di produzione industriale, sostituendolo con prodotti fatti in casa o scelti con cura.
Per i lieviti è necessaria un po' più di attenzione perché le etichette non aiutano molto: tutti i prodotti cotti in forno (anche se privi di lievito) sviluppano lieviti in cottura; il miele è ricco di lieviti; tutti gli alcolici, anche l'aceto, nascono da una fermentazione; e sono fermentati i formaggi, lo yogurt, i fermenti lattici, le verdure o i succhi lasciati in frigo qualche giorno.
C'è un vantaggio: nella nostra cultura quasi tutto quello che è lievitato è anche salato, quindi si prendono due piccioni con una fava. La pasta, tutti i cereali in grani e in farina, il riso, la polenta sono perfettamente liberi, basta aggiungere un solo pizzichino di sale in cottura. Ci sono in commercio, oggi anche in molti supermercati, gradevoli fette o gallette senza lievito né sale. Verdure, frutta, uova, carni e pesci sono comunque a disposizione; esistono inoltre moltissimi dolci che sono perfettamente consentiti in questo tipo di dieta.