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Quando l'intestino reagisce male a una sostanza, in questo caso il latte, ha solo due modi per difendersi: o “butta fuori tutto” (diarrea) o si paralizza (stitichezza).
L'organismo cerca di liberarsi dalle sostanze mal tollerate in modi ben riconoscibili: intestino troppo attivo (colite) o troppo fermo (stipsi); disturbi della pelle: acne, dermatite seborroica, psoriasi, eritema solare; catarro abbondante. Ma soprattutto, lo stimolo infiammatorio che parte dall'intestino diventa stanchezza fisica profonda (astenia, la chiamano i medici) e non trova sollievo nel sonno: l'insonnia è molto frequente.
Chi è intollerante al latte tende ad essere un po' tondo e di pelle chiara - come certi bambini paffutelli, spesso molto sensibili a otiti e raffreddori - e, se è soprappeso, tende ad accumulare il grasso nella zona dell'addome (pancia).
Cosa significa “evitare il latte”?
Evitare il latte, per chi è intollerante, significa evitare tutto il latte di origine animale (di mucca, di capra, di pecora, scremato, predigerito...) e i prodotti relativi come yogurt, siero, formaggi, burro, panna, gelati. Siccome in molte preparazioni industriali il latte è presente come componente, è necessario fare attenzione.
Come si affronta la dieta del latte?
Senza latte - nei giorni di dieta - vuol dire davvero senza latte. Questo significa dare sempre una buona occhiata alle etichette dei cibi pronti, ed evitare anche i latticini nascosti come siero di latte, lattoalbumina, lattoglobulina, caseina, lattosio, proteine del latte (o di bovino, di capra, ecc.). Sembra complicato ma ci si abitua presto, e dopo i primi giorni si sa già cosa va bene e cosa no.
Il latte-latte (ad esempio nei frullati, o nella colazione del mattino) è facile da sostituire con i “latti” vegetali: di mandorla, di riso, di soia, di castagne, di avena. Fate un po' di prove per trovare quelli che vi piacciono di più; alcuni li trovate anche già pronti sotto forma di yogurt, o di gelato.
Cucinare senza latte è davvero facile, basta usare olio o latte vegetale al posto del burro. Non c'è neanche bisogno di cucinare in modo diverso per i familiari; al massimo i non-intolleranti potranno utilizzare più liberamente alcuni ingredienti, come ad esempio i formaggi.
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