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Intolleranza a Latte + Lieviti + Salicilati

 

I sintomi di questo gruppo di intolleranze tendono ad accumularsi in modo abbastanza sgradevole.

Intolleranza al latte significa stipsi o diarrea, catarro, disturbi cutanei; l'intolleranza ai lieviti dà una specie di “ubriacatura” che toglie lucidità; in più facilita i contagi fungini, come la candida o le micosi. Il risultato è una stanchezza profonda, una fatica della mente e del corpo; e infatti ci sono professionisti e studenti che hanno imparato a evitare i lieviti come doping, per migliorare le prestazioni sotto sforzo.

Quando poi una persona è ipersensibile anche ai salicilati naturali, che sono presenti in moltissimi alimenti - in particolare frutta e verdura - l'organismo manifesta facilità a sanguinare (un effetto classico dell'aspirina), asma, orticaria immediata o cronica, e stranamente, gli analgesici funzionano al contrario.

Risultato, chi ha queste intolleranze non vive bene. Ha la stanchezza profonda del latte, ma anche la “sbornia” da lieviti, che gli toglie lucidità; e in più il fastidio tenace dell'orticaria, e se ha mal di testa o mal di stomaco e prende un antidolorifico, sta peggio.

Questa è di certo una multi-intolleranza particolarmente temibile per chi deve contare sulla propria energia e sulla propria capacità di giudizio: politici, dirigenti, medici, piloti, o chiunque salga in macchina per un lungo viaggio.

Cosa significa “evitare il latte, i lieviti e i salicilati”?

Evitare il latte, per chi è intollerante, significa evitare nei giorni di dieta ogni tipo di latte animale (compreso il latte di capra, di pecora, predigerito, scremato, ecc.) e i suoi derivati, come panna, yogurt, burro, tutti i formaggi, i gelati. È importante anche leggere bene le scritte in piccolo, perché il latte è latte anche quando si chiama “caseina” o “lattoglobulina”.

Per i lieviti le cose sono un pochino più complicate. Bisogna fare attenzione a tutti prodotti lievitati (pane, cracker, merendine...), ma anche a vino e aceto, miele, funghi, muffe ed alimenti conservati troppo a lungo.

Quanto ai salicilati, che sono naturalmente presenti in molti cibi, non si eliminano: basta controllare la quantità contenuta nei vari alimenti e scegliere di volta in volta l'alimento giusto. È possibile anche integrare efficacemente la dieta con i vaccini iposensibilizzanti a bassa dose, che consentono un contatto più agevole con gli alimenti che contengono i salicilati.

Come si affronta la dieta del latte, dei lieviti e dei salicilati?

Potete mangiare tanta frutta e verdura, basta che controlliate quanti salicilati contengono. Carni, pesci, uova fresche sono a vostra disposizione. Potete scegliere moltissimi tipi di latte vegetale: di riso, di castagne, di soia. E potete tranquillamente godervi molti tipi di pasta, grani, farine: frumento, riso, orzo, farro... Al posto del pane potete adottare riso all'inglese, o patate fatte in mille modi. Al posto di pane e dolcetti industriali ci sono piacevoli fette, estrusi, ciambelle e gallette senza lievito, oggi reperibili in molti supermercati.

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