Si dice “frumento” e si pensa subito “celiachia”. Invece la celiachia (allergia al glutine) può essere ben diversa da un'intolleranza alimentare al frumento (che contiene numerosi altri allergeni), e solo un medico esperto può valutare correttamente il rapporto tra queste ipersensibilità e l'eventuale trattamento della celiachia.
Il frumento, i suoi affini e i suoi derivati contengono numerosi altri potenziali allergeni, che possono scatenare reazioni ben visibili, come dermatite (o forfora) farinacea, a piccoli fiocchi biancastri; diarrea da malassorbimento, e cefalea di tipo infiammatorio.
Le persone intolleranti al latte, inoltre, tendono ad essere un po' tonde e ad accumulare grasso nella zona dell'addome (pancia). C'è spesso catarro (raffreddore, otiti), pelle disturbata (acne, psoriasi) e l'intestino è infiammato, troppo pigro (stipsi) o troppo attivo (colite). Il sintomo peggiore è la stanchezza profonda e invincibile dell'infiammazione cronica, che ruba energia a tutto l'organismo.
Le cose si complicano quando una persona è anche ipersensibile al nichel. Il nichel viene scarsamente assorbito a contatto con la pelle, tuttavia di recente le reazioni negative sono aumentate, probabilmente perché i grassi industriali (oggi onnipresenti) lo contengono come residuo. I sintomi sono da sovraccarico tossico, generalmente a carico della pelle: disidrosi (cioè pelle secca, fessurata, a bollicine), dermatite atopica, eczemi; può essere presente anche reflusso gastroesofageo o cefalea, insomma i segni di un organismo che deve gestire (e cerca di eliminare) un grosso carico estraneo.
Gli allergeni del frumento sono presenti in tutto il chicco; nei giorni di dieta è necessario quindi evitare la farina bianca, la farina integrale, la crusca e anche segale, farro e kamut, un po' troppo simili al frumento.
Evitare il latte significa evitare praticamente tutto il latte di origine animale (compreso quello di capra, di pecora, di lama, scremato, predigerito...) e i suoi derivati, come yogurt, siero, formaggi, burro, panna, gelati. In moltissime preparazioni industriali il latte è presente in forma di componente, è dunque necessario fare attenzione e leggere bene le etichette.
Quanto al nichel, è impossibile evitarlo integralmente. L'obiettivo, ideale, è di starne lontani il più possibile. Più realisticamente significa impostare una dieta di controllo riducendo l'apporto degli alimenti che ne contengono di più (cacao, pomodoro, pera...) e facendoli ruotare in modo da non “sovraccaricare” l'organismo.
Per il nichel è possibile anche integrare efficacemente la dieta con vaccini iposensibilizzanti a bassa dose, che consentono un contatto più agevole con alimenti e oggetti che ne contengono.
Tenere sotto controllo il frumento significa sostituire, nei giorni di dieta, parecchi elementi abituali nella nostra alimentazione, dal pane alle merendine. Ci sono comunque a disposizione pasta, grani e farine alternative: orzo, riso, grano saraceno, miglio, quinoa (però non segale, farro e kamut). Quindi possiamo mangiare di tutto, scegliendo senza problemi in una gamma di prodotti sempre più ampia, che oltretutto adesso si trova facilmente anche in molti supermercati.
Per fortuna il latte è facile da sostituire con i latti vegetali: di riso, di soia, di castagne... li trovate già pronti, anche in molti supermercati. È necessario prestare più attenzione, invece, al “latte nascosto”, cioè a tutti quegli ingredienti come siero di latte, lattoalbumina, lattoglobulina, caseina, lattosio, proteine del latte (o di bovino, di capra, ecc.)... presenti un po' dappertutto nei cibi che siamo abituati ad acquistare al supermercato.
Il nichel ha un doppio ordine di problemi. Uno è semplice: frutta, verdura, semi e cereali contengono nichel in quantità variabile, ma con la scheda dei cibi sì e cibi no è abbastanza semplice orientarsi e imparare a gestire gli alimenti ricchi di nichel. L'altro problema, parecchio più complesso, è evitare tutti i grassi alimentari industriali, e non solo quelli idrogenati. Questo significa evitare merendine, biscotti, cracker, gelati confezionati, cibi in scatola.